La vacanza secondo Noi.

Emirati Arabi

Dubai-Camel

Gli Emirati che costituiscono l’attuale federazione furono fondati da famiglie provenienti dall’Arabia centrale. Contro la loro attività essenzialmente di pirateria (donde il nome di Costa dei Pirati) il governo britannico organizzò spedizioni e costrinse gli sceicchi a un primo trattato di pace nel 1820 e a un secondo nel 1853 (da cui il nome di Stati della Tregua). In base agli accordi, il governo britannico si assumeva la responsabilità della tregua e quindi, pur non stabilendo formalmente un protettorato, la direzione politica degli sceiccati. Nel 1968 i sette emirati entrarono nella Federazione dei Principati Arabi (di cui facevano parte anche Bahrein e Qatar); nel dicembre del 1971 sei emirati su sette costituirono la Federazione degli Emirati Arabi Uniti, nella quale entrò, nel febbraio 1972, anche Ras al Khaimah.

Le forze britanniche lasciarono la regione (fine del 1971) e i trattati limitativi della sovranità degli emirati furono sostituiti, il 2 dicembre dello stesso anno, da un trattato di amicizia con la Gran Bretagna. Lo sceicco Zaid bin Sultan an Nahayan, sovrano di Abu Dhabi diventò presidente degli Emirati Arabi Uniti. Cominciava in questi anni lo sfruttamento del sottosuolo per l’estrazione di petrolio. Negli anni successivi gli Emirati Arabi Uniti attuarono un lento processo di integrazione.

Definita come la “terra di contrasti”; per una volta, questo cliché ha un certo fondamento, dal momento che il paese offre montagne, spiagge, deserti, oasi, corse di cammelli, mercati dei beduini e le famose merci esenti da tasse di Dubai, il tutto su di una superficie relativamente piccola. Se decidete di visitare un solo stato tra quelli che si affacciano sul Golfo, gli Emirati Arabi Uniti costituiscono probabilmente la scelta migliore. Il paese, infatti pur presentandosi come una destinazione esclusiva, costituisce una meta accessibile anche ai turisti indipendenti che viaggiano in economia. Profondamente legati alla tradizione islamica, anche se interpretata e vissuta con un taglio meno rigoroso rispetto, per esempio, alla stessa Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti rappresentano, allo stesso tempo, l’espressione più moderna e “occidentale” all’interno del mondo arabo, principalmente in ambiti come l’architettura e l’intrattenimento di lusso.

Gli aspetti più tradizionali si ritrovano, come presumibile, soprattutto al di fuori dei centri urbani, dove i vestiti, le usanze, i cibi sono stati preservati lungo gli anni e dove la famiglia “allargata” è ancora l’unità fondante della società. Gli abiti lunghi e i copricapo restano gli indumenti più utilizzati (thawb e shal per le donne, dishdashah e kaffiyeh per gli uomini); la cucina presenta alcuni “classici” ormai celebri anche in Occidente, come felafel, shawurmah e kebab, con ampio uso di spezie, a cui si aggiungono frutti tipici (datteri, fichi) e, tra le bevande, soprattutto caffè, con relativo cerimoniale. Di origini antiche è anche la lavorazione di manufatti in metallo prezioso, vetro, alabastro, tessuto, che alimenta un florido artigianato, mezzo di sostentamento per molti e principale fonte di approvvigionamento dei molti suk (mercati all’aperto) sparsi nel Paese. Fra le arti, in senso stretto, un posto d’onore occupa la poesia, apprezzata e praticata fin dall’epoca preislamica, che trova un appassionato compositore anche nel vice-presidente degli Emirati Arabi Uniti, lo sceicco Mohammed bin Rashid Al-Maktoum.

A livello architettonico poche le tracce del pur lungo passato: qualche necropoli (III millennio a. C.-1000 a. C.), alcune case in stile tradizionale (dette Torri del Vento) a Dubai, qualche moschea (tra cui quella di Khor Fakkan, a Sharjah, risalente probabilmente al sec. XVI) e alcuni forti utilizzati con funzione difensiva. Poco praticate, infine, le arti visive. Annovera molti seguaci la corsa dei cammelli, sport e, contemporaneamente, attrazione folcloristica. Importante centro per la cultura con musei (Islamic Museum) e teatri, è Sharjah.

Dubai, anch’essa sede di un importante museo con esposizioni di armi e oggetti della storia e delle tradizioni locali, è anche il fulcro e il simbolo della faccia contemporanea e appariscente degli Emirati Arabi Uniti. Sede di eventi sportivi di richiamo mondiale (per esempio per il golf, il tennis, la vela) e ricca di costruzioni fra le più spettacolari e imponenti al mondo (come il Burj al-Arab, albergo e vero tempio del lusso), è una delle mete turistiche più esclusive al mondo. Il Dubai Shopping Festival, che vi si svolge tra gennaio e febbraio, è un appuntamento internazionale dedicato al commercio (turisti da tutto il mondo a caccia di occasioni di “lusso”), con una serie di spettacoli, concerti ed eventi culturali che accompagnano l’appuntamento.