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Oman

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Patria e rifugio di arditi navigatori e di pirati fin dall’antichità, l’Oman fu controllato dai Portoghesi dagli inizi del sec. XVI sino al 1648 allorché furono cacciati dall’imām Nāṣir ibn-Muršid. Nel 1698 l’Oman s’impadronì dell’isola africana di Zanzibar e di una rilevante porzione della costa orientale africana.

Nel 1840 la capitale fu trasferita da Mascate sull’isola, ma alla morte del sultano nel 1856 si accesero conflitti di successione fra i figli, che portarono alla divisione del sultanato in due principati separati. Se ne originò il sultanato di Zanzibar, che però fu presto sopraffatto dalle potenze coloniali europee, riducendo progressivamente la propria influenza.

Nel 1741 alla dinastia dei Banū Yaruh si sostituì quella degli Abu Saʽīd che condusse una politica espansionistica fregiandosi del titolo di sayyd (signore). Durante la prima metà dell’Ottocento il sultanato fu il più potente Stato dell’Arabia; ma dovette anche far fronte a tentativi annessionistici dei Paesi vicini e al pericolo di secessione da parte delle tribù dell’interno che, all’inizio del sec. XX, riuscirono a reggersi in quasi assoluta indipendenza.

Tuttavia anche l’Oman (ma fino all’agosto 1970 il sultanato si chiamò Mascate e Oman) finì per cadere nell’orbita inglese: i “rapporti speciali” con la Gran Bretagna, più volte richiamati da accordi (si ricorda il Trattato del 1939), ebbero termine nel 1971, quando la Gran Bretagna decise di ritirarsi dal Golfo Persico e il sultanato riacquistò la sua piena indipendenza. Il sultano Qabus ibn Saʽīd ha cercato di rompere il precedente isolamento culturale ed economico. Ammesso nella Lega degli Stati Arabi nel 1971, il sultanato, dal 1972, col sostegno delle truppe iraniane, fu portato a contrastare la guerriglia del Fronte popolare di liberazione dell’Oman sostenuto dal confinante Yemen. Sconfitta la guerriglia (1975), l’Oman concluse una tregua con lo Yemen (1976). I rapporti tra i due Paesi furono poi normalizzati nel 1982.

Dopo il ritiro delle truppe iraniane, l’Oman stipulò un accordo militare ed economico con gli USA cui furono concesse basi aeree e navali. La collocazione nel campo dei Paesi arabi moderati fu quindi ulteriormente consolidata in seguito agli eventi della guerra Iran-Iraq, pur essendosi allora manifestate delle nuove aperture diplomatiche (segnatamente la ripresa dei contatti con l’Unione Sovietica): espressione formale ne fu il rafforzamento delle intese con il Consiglio per la Cooperazione nel Golfo. La raggiunta pacificazione definitiva con lo Yemen quindi permise allo Stato di dedicare maggior attenzione allo sviluppo economico industriale.

Negli anni Novanta, stabile dell’assetto istituzionale di una monarchia sostanzialmente assoluta, temperata solo da un Consiglio consultivo (Majlis al-Shura) di nomina sovrana, il Paese mantenne la sua collocazione all’interno dello schieramento moderato del mondo arabo. I buoni rapporti già stabiliti con i Paesi occidentali, più particolarmente con gli Stati Uniti, si rafforzavano in seguito alle vicende legate alla guerra del Golfo (1991). Il sultano avviò un processo di democratizzazione promuovendo un programma di riforme riguardanti l’economia e la politica con, a riguardo, la creazione di un parlamento eletto direttamente dai cittadini. Nell’architettura, in primis, che ha utilizzato soluzioni in cui molti elementi classici sono stati mantenuti e inseriti in costruzioni moderne, evitando il contrasto e l’ostentazione presenti in altri centri urbani mediorientali.

Proprio l’equilibrio estetico tra storia e innovazione fa di Mascate, la capitale, un luogo piacevole in cui poter entrare in contatto con le diverse anime del Paese. Qui hanno sede le istituzioni culturali più importanti, riunite sotto la supervisione del Ministero dell’eredità nazionale e della cultura: vi sono il Museo dell’Oman, fondato nel 1974, in cui sono conservati molti oggetti di arte islamica, il Museo nazionale (1978), il Museo di storia naturale (1983). Nella capitale si trovano anche tre forti del XVI secolo, Mutrah, Jalali e Mirani (in tutto l’Oman ne restano diverse centinaia, di epoche diverse, così come molti sono i castelli nel deserto) e la suggestiva residenza del sultano.

I siti culturali omaniti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell’umanità sono il Forte di Bahla (1987); le Aree archeologiche di Bat, al-Khutm e al-Ayn (1988); la Via dell’incenso (2000); i Sistemi di irrigazione Aflaj (2006). Tra gli eventi culturali di primo piano si ricordano la Fiera internazionale del libro di Mascate, importante appuntamento annuale dell’editoria araba, e le esibizioni dell’Orchestra sinfonica reale.